26/09/2008 - Paul Mc Cartney in Israele
Israele. Concerto di Paul McCartney a Tel Aviv: Fate la pace
L'ex Beatle si esibisce in Israele 44 anni dopo il divieto
Gerusalemme, 25 set. (Ap) - "Shalom Tel Aviv", "Chana Tova (buon anno agli ebrei), Ramadan Karim (buon ramadan ai musulmani). Sono state queste le prime parole di Paul McCartney, salito sul palco di Tel Aviv, per uno storico concerto, atteso da 44 anni, organizzato all'Hayarkon Park.
Davanti a un pubblico di circa 50mila persone, McCartney ha dato inizio al suo concerto con le note di "Hello Goodbye", uno dei grandi successi dei Beatles. Poi ha proseguito con un lungo repertorio tra cui "Give peace a chance" (Date una possibilità alla pace) di John Lennon, esortando tutto il pubblico con un "make peace, make peace!" (fate la pace, fate la pace!).
Le autorità dello Stato ebraico avevano invitato McCartney lo scorso febbraio a esibirsi in Israele, scusandosi per aver impedito ai Beatles di suonare nel Paese nl 1964: la musica del quartetto di Liverpool - all'apice della Beatlemania con il suo pubblico di ragazzine urlanti - venne considerata pericolosa per l'educazione dei giovani. La presenza di McCartney in Israele ha suscitato grande eccitazione. Non sono mancate le minacce da parte di radicali palestinesi che hanno accusato McCartney di essersi schierato, suonando solo nello Stato ebraico. Ma il cantante ha replicato durante la sua visita di ieri a Betlemme, in Cisgiordania. "Sono qui per dire che ciò di cui abbiamo bisogno è la pace in questa regione, una soluzione basata sui due Stati", ha detto, all'uscita della Chiesa della Natività.
21/06/2008 - Cartello
NELLA MIA CITTà' NESSUNO E' STRANIERO.
Riunione della Associazioni del Cartello, MARTEDì 24 giugno alle ore 20,45 in via Provolo, sede della Fraternità. Ultimo incontro prima della pausa estiva.
06/05/2008 - Veronesi de soca e de ancò
NELLA MIA CITTA’ NESSUNO E’ STRANIERO
SABATO 10 MAGGIO DALLE ORE 16.30 ALLE ORE 19.00
CORTILE MERCATO VECCHIO VERONA
Il Cartello di associazioni “Nella mia città nessuno è straniero” ha organizzato da tempo un evento pubblico con canti, poesie e racconti dei “Veronesi de soca e de ancò”, per ricordare quelli che un tempo partivano e conoscere i nuovi - gli immigrati - che oggi arrivano nella nostra città .
La nostra città , peraltro, in questi giorni vive il lutto per la tragica morte di Nicola Tommasoli, vittima della cieca violenza, un evento che non può essere liquidato come “episodio isolato” ma ci deve interrogare profondamente. Pensiamo che sia quanto più necessario, in questi momenti, offrire ai cittadini degli spazi di ascolto e di confronto, di conoscenza reciproca, affinché non prevalgano la divisione e l’odio che si nutrono del sentimento di paura verso il “diverso”, per appartenenza politica, religiosa, colore della pelle, orientamento sessuale, o semplicemente per il suo modo di vestire. Una paura del diverso che è dovere, in primo luogo delle istituzioni, superare per offrire ai cittadini una Verona realmente “sicura”.
Abbiamo bisogno di riappropriarci della tradizione dell’ospitalità che caratterizzava le campagne venete, intesa come capacità di accogliere e comprendere l’altro a prescindere dalle sue appartenenze, e abbiamo bisogno di farlo ricordandoci chi eravamo e riflettendo su quale società vogliamo consegnare alle nuove generazioni.
Con Roberto Puliero ripercorreremo il percorso dei nostri bisnonni emigranti e potremo così anche incontrare nuovamente i pitochi per le vie della città . Grazia De Marchi, accompagnata dalla fisarmonica di Giuseppe Zambon, canterà l’incontro tra culture e musiche, tra la canzone popolare veronese e il tango argentino. Alessandro Anderloni ci farà incontrare una coppia di migranti davvero speciali che si misero in viaggio oltre 2000 anni fa, mentre Tommaso Rossi, nella Verona di Giulietta e Romeo, ci commuoverà con la storia di due nuovi veronesi. Eros Olivotto, con lo strumento della poesia, ci trasporterà attraverso ed oltre i confini alla ricerca della “patria”. E ancora musica con Noel Ortega, artista veronese di origini filippine, per un pomeriggio All’insegna della condivisione e dell’arricchimento reciproco.
Per maggiori informazioni contattare Cestim Onlus, tel. 045 8011032
A oggi hanno ufficializzato la propria adesione al Cartello:
A.b.c.s., Arci, Ass. Civicittà , Ass. Don Tonino Bello, Ass. per la Pace, Ass. Villa Buri, Avvocati di Strada, Capolinea, Centro Don Calabria, Centro Missionario Diocesano, Centro Pastorale Immigrati, Cesaim, Cestim, Cgil, Cisl, Uil, Anolf Cisl, Comitato di Solidarietà con il Popolo Eritreo, Comunità dei Giovani, Comunità La Madonnina, Consulta Comunale dell'Immigrazione, Coop. La casa per gli immigrati, Emergency Verona, Emmaus Villafranca, Enti Locali per la Pace, Gruppo Ecclesiale Veronese tra i Rom e i Sinti, Il Cireneo, La Fraternità , Mlal, Movimento Nonviolento, Nigrizia, Pax Christi, Rete Guinea Bissau, Rete Lilliput, Rete Radiè Resch, Unione Allievi di Don Mazza, Vita Virtus Onlus
Il Cartello rimane comunque aperto all’adesione di tutte le associazioni che vorranno dare il loro contributo di idee e di azione al coordinamento.
Per informazioni:
matteo.danese@cestim.it - 045 8011032
uffstampa.verona@arci.it - 045 8033589
CESTIM Centro Studi Immigrazione onlus via S.Michele alla Porta 3 - 37121 Verona
Tel. 0039-045-8011032 - Fax 0039-045-8035075
02/05/2008 - Ronde padane...
Ronde? Se sono nonviolente vengo anch’io…
di Mao Valpiana, del Movimento Nonviolento
L’idea di istituire ronde di cittadini autorizzati che controllano il territorio è discutibile, cioè degna di essere discussa. Quando ero in consiglio comunale avanzai la stessa proposta: utilizzare i giovani del servizio civile, appositamente ed adeguatamente formati, per una sorta di “presenza amica” nelle zone della città più a rischio.
Naturalmente il centro della questione consiste nel definire bene fini e mezzi di questa iniziativa. E sarà decisivo lo “spirito” con il quale i cittadini aderiranno. Annuncio fin d’ora la mia iscrizione al primo corso, e invito amici della nonviolenza e aderenti al volontariato solidale a fare altrettanto. E’ un modo per avere la garanzia che non saranno gruppi di “ronde padane” ma veri “assistenti civici”.
Anzi, come Movimento Nonviolento ci mettiamo a disposizione per organizzare il corso di formazione.
Io penso che l’iniziativa avrà successo, e sarà efficace, se si uscirà dalla logia della paura e della repressione, del controllo punitivo, della ricerca di colpevoli da denunciare e punire.
Quello di cui c’è bisogno è dare sicurezza, restituire fiducia ai soggetti deboli, liberare luoghi oggi infrequentabili e renderli fruibili da tutti.
Esistono già sperimentazioni di questo tipo, che hanno trovato proprio nel metodo della nonviolenza attiva il punto di forza e di successo. A Torino è noto il servizio di “Presenza Amica”, a tutela principale delle donne, organizzato dal Telefono Rosa, che ha lo scopo di favorire la sicurezza delle donne negli spazi urbani dove maggiormente si percepisce precarietà e insicurezza, come le stazioni ferroviarie. L'attività dei volontari di Presenza Amica si svolge nell'atrio della stazione e nelle aree circostanti, dove le operatrici e gli operatori svolgono opera di informazione, sensibilizzazione, accompagnamento e aiuto alle donne. Giardini prima frequentati solo da spacciatori e tossicodipendenti, con la sola “presenza amica” hanno potuto diventare nuovamente luoghi di svago per mamme e bambini.
In alcune città, come Palermo e Pescara, si è fatto anche di più, istituendo dei corsi di addestramento alla nonviolenza per la stessa Polizia Municipale (coordinati dal Prof. Andrea Cozzo dell’Università di Palermo e membro del Movimento Nonviolento): un metodo, la cui efficacia potrebbe aiutare a risolvere alcune situazioni delicate di ordine pubblico, come negli stadi, nei mercati rionali, per strada e in tutti quei contesti urbani in cui la Polizia Municipale è chiamata ad operare. La nonviolenza mette in grado di prevenire l'insorgere di conflitti o di gestirli senza fare ricorso alla violenza nello scontro con altri, o ancora di intervenire come "terza parte". Entrare nella cultura dell'ascolto, saper parlare alle persone, sapere essere mediatore diventa essenziale tanto per evitare un'escalation della tensione nelle situazioni di conflitto, quanto per riuscire a diventare pienamente, anche nella percezione del cittadino, operatore che "tutela l'esercizio delle libertà e dei diritti dei cittadini" piuttosto che avversario.
Nella XIV legislatura è stato depositato in Parlamento un Progetto di Legge, il n. 2058, per una moderna formazione ed un costante aggiornamento professionale delle Forze di polizia, introducendo il principio della nonviolenza, largamente presente nel dibattito politico, ma scarsamente inserito nel nostro ordinamenti legislativo, nonostante i valori che hanno ispirato la Costituzione della Repubblica e la Dichiarazione dei diritti dell'uomo.
Anche il Mahatma Gandhi, che la nonviolenza la conosceva bene, si era posto il problema di controllo del territorio che oggi l’Amministrazione comunale di Verona cerca di affrontare: “La polizia che io concepisco tuttavia sarà di tipo totalmente diverso da quella oggi esistente. Le sue file saranno composte da seguaci della nonviolenza. Questi saranno i servitori e non i padroni del popolo. Il popolo darà loro spontaneamente tutto il suo aiuto, e grazie alla reciproca collaborazione, essi saranno in grado di far fronte con facilità ai disordini, che saranno peraltro in continua diminuzione”.
06/02/2008 - 2 marzo a Bologna
Crisi politica:
cosa possiamo fare come donne e uomini, ecologisti e nonviolenti?
Discutiamone il 2 marzo a Bologna.
Nessuno, o quasi, si aspettava così presto la caduta del governo Prodi e le elezioni politiche fissate al 13-14 aprile. Poco importa se la causa sia di Veltroni ("Il Partito Democratico, comunque, andrà alle elezioni da solo"), di Mastella, o Dini (Di Pietro, Turigliatto ecc.).
A noi, che pure abbiamo votato e apprezzato per talune scelte la coalizione di Prodi, ci appare evidente che:
In Afghanistan il governo di centro sinistra ha confermato, proseguito, finanziato, una missione militare che ha coinvolto il nostro paese in una vera e propria guerra, in violazione della Costituzione.
A Venezia Prodi è il padrino del Mose, assieme a Berlusconi, Galan e l'ex sindaco prodiano P.Costa.
A Vicenza è il sostenitore accanito della base Usa Dal Molin (con gli stessi di sopra, più D'Alema e Rutelli).
A Viterbo il governo di centro sinistra ha sottoscritto un accordo di programma con la Regione Lazio per la costruzione di un nuovo devastante mega-aeroporto per voli low cost.
In Campania il centrosinistra è la banda degli inceneritori; così a Brescia, Modena, in Toscana ecc.
E su questi, come su troppi altri esempi (la TAV di Mercedes Bresso, Di Pietro e Chiamparino, il Ponte di Messina del solito Di Pietro e P.Costa, i rigassificatori di Bersani e Realacci, gli OGM e il nucleare di Veronesi, Bersani, Letta ecc.) va a braccetto col peggior centrodestra.
Non si capisce più niente: "Cos'è la destra, cos'è la sinistra?" cantava Gaber e nessuno sa più rispondergli.
A luglio 2007 abbiamo aperto un dibattito su "Come contare di più nelle scelte politiche locali e nazionali, come ecologisti". Dopo una cinquantina di interventi telematici, ci siamo incontrati il 6 ottobre a Firenze, eravamo una quarantina di persone, con alle spalle molte esperienze positive, ma anche pesanti delusioni.
Emergeva:
1.. la necessità di una svolta che renda più efficace l'ecologismo, a partire da una rete che rafforzi le moltissime, spesso sconosciute, esperienze locali
2.. l'estrema difficoltà a creare, in tempi brevi, qualcosa di più solido negli obiettivi, nei metodi, nell'organizzazione
3.. però, forse, una possibilità di costruire un "programma comune" (alcuni di noi si sono presi l'incarico di farne girare dei spezzoni, una bozza) e un metodo condiviso per non ricadere nei meccanismi dei partiti/carriere/verticismi ecc (una prima proposta l'ha fatta girare Lino Balza, finora senza "ritorni", né positivi né critici)
4.. l'idea di avere un confronto diretto sia con gli "amici di Grillo" che con i proponenti la "Lista civica nazionale" (ma questi incontri non si sono più fatti)
5.. comunque contribuire alla nascita, crescita, miglioramento di Liste civiche (anche) ecologiste nelle città dove quest'anno si andrà alle elezioni amministrative. Sappiamo che sta succedendo in molte città, ma le notizie faticano a circolare.
Nel frattempo, nell’area nonviolenta e pacifista (Movimento Nonviolento, Tavola della Pace) prosegue la riflessione sul tema “nonviolenza e politica”, mentre il giornale quotidiano telematico “Notizie minime della nonviolenza in cammino” sostiene la necessità che alle prossime elezioni politiche vi sia una presenza di “liste elettorali della sinistra della nonviolenza”.
Ora ci sono le nuove elezioni, che si svolgeranno con una legge elettorale pessima e una campagna peggiore: in molti ci chiediamo cosa possiamo/dobbiamo fare.
La sensazione che finora abbiamo è di una situazione compromessa e non recuperabile nell'immediato, da un punto di vista di un serio movimento ecologista e nonviolento, che voglia avere una sponda (se non addirittura un'espressione) altrettanto seria in Parlamento. Bisogna verificare le reali forze che abbiamo, e se non possiamo farlo subito, almeno avviare un serio lavoro a partire dalle realtà locali (comuni, province, regioni) per costruire in prospettiva un movimento politico nazionale indipendente, autonomo, che cammini da solo sulle gambe della nonviolenza, dell'ecologia e del femminismo (l'assenza di rispetto e di riconoscimento di valore è il terreno su cui la violenza e l'esclusione crescono).
Ma, per non stare a lamentarsi/piangere/imprecare/diventare individualisti-qualunquisti, forse è il caso di riaprire con urgenza la discussione interrotta ad ottobre, e coinvolgere altre realtà del più vasto movimento per la nonviolenza e l’ecologia, sia rispondendo a questa mail, sia incontrandoci a Bologna domenica 2 marzo (nella sala sindacale dei ferrovieri, appena usciti dalla porta principale della Stazione, lato piazzale, a sinistra si vede il parcheggio delle biciclette, dove c’è un’entrata con una sbarra per andare alla mensa e alla sede dei carabinieri: poco avanti, sulla destra, c’è la sala con la scritta CUB), per verificare se possiamo stringere i tempi della rete, fare proposte di un qualche peso (anche) sul piano nazionale, o altro che qualcuno può suggerire a stretto giro di mail.
A presto,
Michele Boato, Mao Valpiana, Maria G. Di Rienzo
20/01/2008 - Rivoluzione traffico: martedì 29 gennaio
Traforo, parcheggi, tangenziali, Tav, tramvia, Ztl ...
... eppure a Verona c’è sempre più traffico.
Siamo condannati a morire di traffico, o ci sono soluzioni diverse?
Discutiamone insieme, senza preconcetti
Martedì 29 gennaio
dalle ore 20,45 alle 23 (puntuali)
presso la Sala convegni della Parrocchia di San Francesco all’Arsenale,
in Viale della Repubblica 9 (con possibilità di parcheggio all’interno, appunto!)
incontro sul tema
RIVOLUZIONE TRAFFICO
Meno mobilità più comunicazione
Introduce la serata Corrado Poli
docente di “Economia ed etica dell’ambiente” all’Università di Bergamo. Insegna anche alla Johns Hopkins University di Baltimora (USA). Editorialista di quotidiani e riviste, svolge attività di ricerca e consulenza su temi di politica urbana e ambientale.
Il fallimento delle politiche del traffico e delle infrastrutture è davanti agli occhi di tutti, a Verona, in Italia e praticamente in tutto il mondo. Eppure si continua imperterriti a utilizzare gli stessi metodi e le medesime professionalità senza nemmeno pensare a cambiare strada o impostazione dei problemi.
Corrado Poli propone un cambiamento drastico dell’usuale impostazione dei problemi della mobilità. Analizza il traffico urbano, in tutti i suoi aspetti, con gli strumenti delle discipline ambientaliste e umaniste. Ipotizza che le usuali tecniche dell’ingegneria dei trasporti siano la causa dei problemi che vorrebbero risolvere.
La rivoluzione del traffico prevede anzitutto la rottura di alcuni monopoli professionali ed economici. La rivoluzione del traffico contesta la vecchia idea che associava i trasporti e le comunicazioni in un binomio indissolubile. Si mette, invece, al centro dei progetti l’analisi comportamentale della domanda di mobilità e si ridimensiona il ruolo delle strutture materiali. Comprese quelle del trasporto pubblico. Si apre a una serie di progetti per la limitazione del fabbisogno di mobilità basati su metodi corretti e democratici di programmazione sociale.
Corrado Poli presenta un’analisi critica dei sistemi decisionali e di progettazione attinenti alle politiche del traffico urbano, ed elabora metodi e strumenti specifici per rivedere i preconcetti che inducono a realizzare “soluzioni” che creano più problemi di quanti ne risolvano.
L’incontro è promosso da
Movimento Nonviolento
Comitato contro il collegamento autostradale delle Torricelle
10/01/2008 - 24 febbraio a Bolzano
Il primo convegno europeo sull'obiezione alle guerre di oggi*
*A Bolzano, dal 22 al 24 febbraio 2008.
Grandi relatori e importanti testimonianze*
Dal 22 al 24 febbraio si terrà a Bolzano il primo convegno internazionale
sul tema "Obiezione e coscienza". L'evento, organizzato dal Centro per la
Pace del Comune di Bolzano in collaborazione con Pax Christi Italia vuol
fare il punto sul tema dell'obiezione di coscienza alle guerre di oggi
attraverso riflessioni, testimonianze, voci e dibattiti di respiro europeo.
Parleranno relatori come Raniero La Valle, Hildegard Goss Mair, don Luigi
Ciotti, Lidia Menapace, Franz Thaler, Hermann Barbieri, Alex Zanotelli,
Diego Cipriani, Mao Valpiana, Francesco Martone, Leopold Steurer, Michael
Sharp, Giampiero Girardi, Phil Rushton, Chris Capps (un soldato americano
che si è rifiutato di andare a combattere in Afghanistan) e un refusenik
israeliano .
Sabato 23 febbraio alle 21 si terrà, all'interno del convegno la prima dello
spettacolo teatrale *"Le strade dell'acqua. Strorie di predatori, migranti,
amanti e sognatori" *su un testo di Francesco Comina con l'attrice Flora
Sarrubbo e alcuni musicisti e con la partecipazione straordinaria di Alex
Zanotelli.
Informazioni:
Centro per la Pace del Comune di Bolzano
10/01/2008 - 24 febbraio a Bolzano
Il primo convegno europeo sull'obiezione alle guerre di oggi*
*A Bolzano, dal 22 al 24 febbraio 2008.
Grandi relatori e importanti testimonianze*
Dal 22 al 24 febbraio si terrà a Bolzano il primo convegno internazionale
sul tema "Obiezione e coscienza". L'evento, organizzato dal Centro per la
Pace del Comune di Bolzano in collaborazione con Pax Christi Italia vuol
fare il punto sul tema dell'obiezione di coscienza alle guerre di oggi
attraverso riflessioni, testimonianze, voci e dibattiti di respiro europeo.
Parleranno relatori come Raniero La Valle, Hildegard Goss Mair, don Luigi
Ciotti, Lidia Menapace, Franz Thaler, Hermann Barbieri, Alex Zanotelli,
Diego Cipriani, Mao Valpiana, Francesco Martone, Leopold Steurer, Michael
Sharp, Giampiero Girardi, Phil Rushton, Chris Capps (un soldato americano
che si è rifiutato di andare a combattere in Afghanistan) e un refusenik
israeliano .
Sabato 23 febbraio alle 21 si terrà, all'interno del convegno la prima dello
spettacolo teatrale *"Le strade dell'acqua. Strorie di predatori, migranti,
amanti e sognatori" *su un testo di Francesco Comina con l'attrice Flora
Sarrubbo e alcuni musicisti e con la partecipazione straordinaria di Alex
Zanotelli.
Informazioni:
Centro per la Pace del Comune di Bolzano
10/01/2008 - 11 gennaio a Ferrara
Addio alle armi
presso la sede AIAS, g.c., via Cassoli 25/i - Ferrara
Riprende venerdì 11 gennaio alle 21, presso la sede dell'AIAS, via Cassoli 25/i, a
Ferrara, l'attività della Scuola della Nonviolenza con Mao Valpiana, direttore della
rivista Azione Nonviolenta, sul tema L'antimilitarismo preso sul serio.
L'incontro è il primo di un breve ciclo intitolato Addio alle armi. Seguiranno, nei
venerdì successivi, Difendersi dalle armi, con Massimiliano Pilati, Movimento
Nonviolento - Rete Italiana Disarmo, e Il diritto contro la guerra con Cristiana
Fioravanti, Università di Ferrara.
A sessanta anni dall'entrata in vigore della nostra Costituzione il ciclo proposto
porta l'attenzione sull'art. 11 della Costituzione Italiana - L'Italia ripudia la
guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di
risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con
gli altri stati, alle limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che
assicuri la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le
organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo - che significativamente conclude
i principi fondamentali posti in apertura. L'interdizione della guerra risulta
inoltre chiaramente dagli sviluppi dello stesso diritto internazionale a partire
dalla Carta delle Nazioni Unite e dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo. Come
scrive Antonio Papisca, tre sono gli obblighi fondamentali per gli stati: non fare
la guerra, fare la pace (pace positiva), fare lo sviluppo umano. La riflessione, che
la Scuola propone, parte quindi dalla funzione attuale degli eserciti, dalla loro
adeguatezza rispetto ai compiti, loro attribuiti, di "difesa" e, addirittura, di
stabilimento della pace e dei diritti.
L'esperienza mostra quanta distanza vi sia nella realtà da tali pretese. Un esame
critico dell'istituzione militare richiede attenzione e approfondimento, un
antimilitarismo preso sul serio appunto, perché volto a superare l'incapacità
"militare" di costruire la pace. La proposta della nonviolenza è volta
all'affermazione della pace come diritto fondamentale delle persone e dei popoli,
nella ricerca e sperimentazione delle forme e iniziative più idonee alla sua
affermazione.
Gli incontri sono aperti a tutti gli interessati.
Venerdì 11 gennaio ore 21
L’antimilitarismo preso sul serio
con Mao Valpiana, Direttore di Azione Nonviolenta
Venerdì 18 gennaio ore 21
Difendersi dalle armi.
con Massimiliano Pilati, Movimento Nonviolento - Rete italiana disarmo
Venerdì 25 gennaio ore 21
Il diritto contro la guerra
con Cristiana Fioravanti, Università di Ferrara
Tutti gli incontri rientrano nell’ambito del progetto:
“Nonviolenza, Femminile Plurale: la scuola della nonviolenza,
l’Onu dei popoli e la Memoria e il Dialogo a Ferrara”,
realizzato con il contributo della Regione Emilia Romagna.
La Scuola della Nonviolenza è organizzata da: Movimento Nonviolento,
Associazione-Gruppo Ferrara III Mondo e Regione Emilia Romagna - Pace e Diritti
Umani, in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato e con
l'associazione Aias di Ferrara. Ha il patrocinio del Comune e della Provincia di
Ferrara - progetto "Ferrara città per la pace".
10/01/2008 - Comitato nazionale Movimento Nonviolento
1° riunione del Comitato di Coordinamento del Movimento Nonviolento
Oggetto: Convocazione domenica 27 gennaio 2008 a Verona
Cari amici, è convocata la prima riunione del Comitato di Coordinamento del Movimento Nonviolento che si terrà domenica 27 gennaio a Verona, con inizio alle ore 10,30 e termine prevedibile alle ore 17,30. Si ricorda a tutti gli eletti e ai rappresentanti dei gruppi locali l’importanza del Coordinamento, e si raccomanda la presenza e la puntualità.
OdG:
1. Elezione Segretario del Comitato
2. Incarichi interni al Comitato
3. Analisi mozioni approvate al Congresso
4. Il 2008 di Azione nonviolenta
5. Varie ed eventuali
Il giorno precedente, sabato 26 gennaio, dalle ore 18 alle ore 21, è convocata la riunione annuale di Redazione di Azione nonviolenta, per programmare il 2008 del nostro mensile.
Dopo le cena conviviale, eventualmente la riunione proseguirà.
Il luogo dell’incontro è la Casa per la Nonviolenza di via Spagna 8 (vicino alla Basilica di San Zeno): dalla stazione autobus n. 73 (direzione centro, scendere alla fermata di via Da Vico, all’altezza del Ponte Risorgimento); chi viene in macchina deve uscire al casello di Verona Sud, seguire la direzione centro fino a Porta Nuova, poi a sinistra lungo la circonvallazione interna fino a Porta San Zeno). Chi desidera pernottare è pregato di farcelo sapere (portate il sacco a pelo, grazie).
Per il Direttivo (Mao)
10/01/2008 - Comitato nazionale Movimento Nonviolento
1° riunione del Comitato di Coordinamento del Movimento Nonviolento
Oggetto: Convocazione domenica 27 gennaio 2008 a Verona
Cari amici, è convocata la prima riunione del Comitato di Coordinamento del Movimento Nonviolento che si terrà domenica 27 gennaio a Verona, con inizio alle ore 10,30 e termine prevedibile alle ore 17,30. Si ricorda a tutti gli eletti e ai rappresentanti dei gruppi locali l’importanza del Coordinamento, e si raccomanda la presenza e la puntualità.
OdG:
1. Elezione Segretario del Comitato
2. Incarichi interni al Comitato
3. Analisi mozioni approvate al Congresso
4. Il 2008 di Azione nonviolenta
5. Varie ed eventuali
Il giorno precedente, sabato 26 gennaio, dalle ore 18 alle ore 21, è convocata la riunione annuale di Redazione di Azione nonviolenta, per programmare il 2008 del nostro mensile.
Dopo le cena conviviale, eventualmente la riunione proseguirà.
Il luogo dell’incontro è la Casa per la Nonviolenza di via Spagna 8 (vicino alla Basilica di San Zeno): dalla stazione autobus n. 73 (direzione centro, scendere alla fermata di via Da Vico, all’altezza del Ponte Risorgimento); chi viene in macchina deve uscire al casello di Verona Sud, seguire la direzione centro fino a Porta Nuova, poi a sinistra lungo la circonvallazione interna fino a Porta San Zeno). Chi desidera pernottare è pregato di farcelo sapere (portate il sacco a pelo, grazie).
Per il Direttivo (Mao)
06/12/2007 - 8 dicembre, anniversario della morte di John Lennon
INTERVISTA IMPOSSIBILE A JOHN LENNON
NELL’ANNIVERSARIO DELLA MORTE
Pace, Amore e Rock’n’roll
A cura di Mao Valpiana
Dream is over. Il sogno è finito quell’8 dicembre 1980 con cinque colpi di pistola, davanti a casa. John Lennon muore come aveva vissuto, in modo imprevedibile. Ma proprio quella morte violenta e mai chiarita, l’ha reso immortale. Non solo le sue canzoni sono ancora la colonna sonora del nostro tempo, ma lui stesso sembra aver sempre qualcosa di nuovo da dirci.
Così mi è venuta la voglia di intervistarlo.
…sono emozionantissimo… un vecchio sogno della mia infanzia prende corpo: sto per incontrare John Lennon, sì proprio lui, il nostro mito. Di passaggio in Italia per un viaggio, mi ha concesso un’intervista. I contatti li ho presi tramite la War Resisters Internationale (l’internazionale dei resistenti alla guerra di cui fa parte anche il Movimento Nonviolento italiano), alla quale Lennon lascia sostanziosi finanziamenti. John è impegnato a fondo contro la guerra, contro l'industria bellica, le spese militari, la politica imperialista, partecipa attivamente al movimento per la pace. Per fare gli auguri di Natale ha riempito le città americane e le principali capitali del mondo di manifesti con la scritta “War is over” (“la guerra è finita - se tu lo vuoi”, firmati “con amore, John e Yoko, da NY”). Insieme a Yoko ha acquistato intere pagine dei giornali americani per pubblicare i suoi pensieri sulla nonviolenza. Con i Beatles era un musicista che cantava la pace, ora è un pacifista che fa musica.
Ci incontriamo in una saletta riservata dell’aeroporto. Il tempo concesso è di mezz’ora. Arrivo e lui è già lì. Un sorriso, una stretta di mano; io sono evidentemente imbarazzato, non riesco ad iniziare. John mi prende in contropiede e fa lui la prima battuta: “Ti chiami come il Presidente cinese, che non era proprio un nonviolento… non era meglio se ti chiamavi come Gandhi?” ride, e l’atmosfera immediatamente si scioglie.
Arriviamo subito al dunque e al motivo del nostro incontro. Cos’è per te, oggi, la nonviolenza?
JOHN. Per me vale ancora quello che ho scritto più di trentacinque anni fa in Revolution, quelle parole esprimono bene ciò che provo tutt’ora nei confronti della politica. Non contate su di me se di mezzo c’è la violenza. Non aspettatevi che salga sulle barricata se non con un fiore. E per quanto riguarda rovesciare qualcosa in nome di qualche ideologia, voglio sapere cosa si farà dopo averla abbattuta. Intendo dire: non si potrebbe tenere buono qualcosa? A cosa serve mettere le bombe a Wall Street? Se vuoi cambiare il sistema, cambia il sistema, non serve a niente ammazzare la gente. Se vuoi la pace non la otterrai mai con la violenza. Ditemi quale rivoluzione violenta ha funzionato. Certo, qualcuna ha conquistato il potere, ma dopo cosa è successo? Lo status quo. La storia di abbattere il sistema va avanti da sempre. L’hanno fatto gli irlandesi, i russi, i francesi, i cinesi, e questo dove li ha portati? Da nessuna parte. E’ sempre lo stesso vecchio gioco. Chi guiderà il crollo? Chi prenderà il potere? I peggiori distruttori. Sono sempre loro ad arrivare primi. Quello che ho detto in molte mie canzoni è: cambiate la vostra testa. Se pensiamo a chi ha il potere, dobbiamo ricordarci che sono loro i malati. E, se hai un bambino malato in famiglia, non lo butti fuori di casa: cerchi di prenderti cura di lui e gli porgi la mano. Quindi prima o poi si deve trovare un punto di incontro con ciascuno, anche con i potenti. Se davvero noi siamo la generazione consapevole, dobbiamo stendere la mano al bambino ritardato e non dargli un calcio sui denti. L’unico sistema per assicurare una pace durevole è cambiare la nostra mentalità: non c’è altro metodo. I fini non giustificano i mezzi. Dobbiamo imparare dai metodi utilizzati da Gandhi e da Martin Luther King. La gente ha già il potere; tutto quello che noi dobbiamo fare è prenderne coscienza. Alla fine accadrà, deve accadere. Potrebbe essere adesso o fra cento anni, ma accadrà.
Molte tue canzoni hanno affrontato il tema religioso. Come parleresti oggi ai giovani della fede e della morte, della tua morte?
JOHN. Ho sempre sospettato che ci fosse un Dio anche quando pensavo di essere ateo. Sono credente e mi sento pieno di compassione. Lui è il potere supremo, Lui non è né buono né cattivo, né bianco né nero: è e basta.
Dovesse accadere qualcosa a me o a Yoko in questo periodo non sarà un incidente, ma non ho paura di morire. Sono preparato alla morte perché non ci credo. Penso che sia solo uscire da un’auto per salire su un’altra.
Una domanda banale, ma inevitabile: cosa resta vivo dei Beatles? Riguardando il tuo album fotografico, senti della nostalgia?
JOHN. Non rimpiango niente di quello che ho fatto, davvero, a parte forse aver ferito altre persone. Non rinnego niente. Ho sempre avuto l’idea della pace: si poteva già intuire dalle nostre prime canzoni. Noi siamo stati insieme molto più a lungo di quanto il pubblico sappia. E’ impegnativo vivere insieme in quattro per anni e anni, ed è questo che abbiamo fatto. Tutti i miei amici comunque erano i Beatles. C’erano i Beatles e forse altri tre con i quali ero veramente intimo. Penso che i Beatles fossero una sorta di religione. I Beatles sono finiti, ma io voglio ancora bene a quei ragazzi… Oggi non sono più alla ricerca di un guru. Non sto cercando niente. Le cose sono semplicemente così come sono.
Dopo i Beatles, dopo la tua carriere solista, ora che hai superato la soglia dei 67 anni, cosa puoi dire di aver imparato da tutte queste esperienze?
JOHN. La mia filosofia di vita è piuttosto semplice: pace, nonviolenza, e tutto in armonia con il resto del mondo. E’ ovvio che in tutti noi c’è della violenza, però si deve essere capaci di incanalarla o di gestirla in qualche modo. Se voglio un mondo in pace mi limiterò a proporre al prossimo questa visione, non forzerò nessuno a volere la pace come me. D’altra parte bisogna essere consapevoli che o ci si sforza di combattere per la pace, oppure si è destinati a morire in maniera violenta.
Ci resta solo un minuto. Qual è l’ultimo messaggio per i giovani di oggi?
JOHN. Credo che gli anni sessanta siano stati un grande decennio. I grandi raduni di giovani furono per alcuni solo un concerto pop, ma sono stati ben di più. Sono stati la gioventù che si è riunita e ha detto: crediamo in Dio, crediamo nella speranza e nella verità, ed eccoci tutti insieme in pace. I giovani hanno speranze perché sperano nel futuro e se sono depressi per il loro futuro allora siamo nei guai. Noi dobbiamo tenere viva la speranza tenendola viva fra i giovani. Io ho grandi speranze per il futuro.
… l’intervista è finita. John Lennon mi saluta e se ne va sorridente. Quarant’anni fa ha infiammato la mia generazione; oggi è un signore saggio, dai modi gentili, che riflette sulla nonviolenza che può salvare l’umanità. Resta il nostro fratello maggiore.
Verona, 8 dicembre 2007
(testi tratti dalla biografia ufficiale autorizzata da Yoko Ono “The Beatles Anthology”)
20/10/2007 - Congresso nazionale Movimento Nonviolento
XXII° Congresso del Movimento Nonviolento
“La nonviolenza è politica per il disarmo,
ripudia la guerra e gli eserciti”
Verona, 1 – 4 novembre 2007
Sala “Comboni”, Missionari Comboniani
Vicolo Pozzo, 1 - San Giovanni in Valle
(vicino a Piazza Isolo, centro storico)
31 OTTOBRE, mercoledì
Sera, ore 21,00
dibattito
"Il caso Verona:
dalla città di pace, alla tolleranza zero.
Cos'ha da dire la nonviolenza?"
Introduce Mao Valpiana, direttore di Azione nonviolenta
Partecipano:
Sergio Paronetto, insegnante
Alberto Tomiolo, scrittore
Modera Raffaello Zordan, giornalista di Nigrizia
1 NOVEMBRE, giovedì
Mattina, ore 10,30
Apertura del Segretario e relazione introduttiva
Pomeriggio
Comunicazioni sulla rivista Azione nonviolenta, sul centri studi, sui
gruppi locali…
Dibattito in assemblea plenaria.
2 NOVEMBRE, venerdì
Mattina
lavoro in 3 commissioni:
I Corpi Civili di Pace
Il Servizio Civile Volontario
L’Educazione alla nonviolenza
Pomeriggio
lavoro in 3 commissioni:
Economia, Ecologia, Energia
Risposte di movimento alla crisi della politica
Resistenza nonviolenta contro il potere mafioso
Sera, ore 21
Incontro con Ibu Robin Lim,
Indonesia, ostetrica
Premio Alexander Langer 2006
"La pace nel mondo può venir costruita cominciando oggi,
un bambino per volta"
3 NOVEMBRE, sabato
Mattina
Riferiscono le prime 3 commissioni e poi dibattito
Riferiscono le altre 3 commissioni e poi dibattito
Spazio per presentare le mozioni.
Pomeriggio
Dibattito sulle mozioni
Votazioni
Rinnovo delle cariche
4 NOVEMBRE, domenica, ore 10
“Non festa, ma lutto”, iniziativa nonviolenta:
camminata attraverso luoghi simbolici della città:
Partenza da via Spagna, Casa per la Nonviolenza, percorso attraverso San
Zeno, Tribunale Militare, Arsenale, Ponte della Vittoria, arrivo in Piazza
Brà alle ore 12.
***
Per raggiungere la sede del Congresso
dalla Stazione ferroviaria di Porta Nuova:
Autobus n. 73 (feriale e diurno)
partenza ai minuti 15 e 45
tempo di percorrenza 20 minuti
scendere al capolinea di Piazza Isolo
Autobus n. 91 (festivo e serale)
partenza ogni 30 minuti
tempo di percorrenza 20 minuti
scendere alla fermata di Piazza Isolo
In automobile uscita al casello autostradale di Verona sud
direzione centro, poi seguire le indicazioni "Teatro romano",
o "Museo africano", o "Ostello", rione di San Giovanni in Valle;
ampia possibilità di parcheggio dentro le Missioni Africane
INFO: Casa per la nonviolenza
Via Spagna, 8 – 37123 Verona
Tel. 045 8009803 fax 045 8009212
Mail: an@nonviolenti.org
Sito : www.nonviolenti.org
30/09/2007 - 2 0ttobre
2 OTTOBRE, GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA NONVIOLENZA
ANCHE A VERONA UN'INIZIATIVA DEL MOVIMENTO NONVIOLENTO
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2 ottobre,
anniversario della nascita di Gandhi, "Giornata internazionale della
nonviolenza". La risoluzione è stata approvata dai 192 paesi membri
dell'Assemblea generale dell'Onu su proposta del governo indiano.
Il 2 ottobre, affermano in un comunicato le Nazioni Unite, tutti gli stati
membri dovranno osservare la Giornata della nonviolenza attraverso varie
iniziative pubbliche. Il messaggio di pace, tolleranza e fratellanza
universale di Mahatma Gandhi dovrà essere diffuso soprattutto fra le nuove
generazioni, promuovendo a tal fine campagne di sensibilizzazione nelle
scuole.
Il Movimento Nonviolento di Verona accoglie volentieri l'invito dell'ONU e
convoca per martedì 2 ottobre tutte le amiche e gli amici della
nonviolenza ad un breve incontro celebrativo dalle ore 18,30 alle 19,30
presso la Casa per la Nonviolenza di via Spagna 8 (vicino alla
Basilica di San Zeno). Dopo una riflessione comune che sarà dedicata
all'eroica resistenza nonviolenta di questi giorni messa in atto dai
monaci buddisti birmani, verrà proiettato un video di filmati e
testimonianze originali sul metodo nonviolento di Gandhi.
La partecipazione è libera ed aperta a tutti.
11/09/2007 - Mao Valpiana a Tele Arena
L'11 settembre, dalle ore 7,30 alle ore 9,00, Mao Valpiana, dei Verdi della Colomba, sarà ospite alla trasmissione giornalistica "Buongiorno Verona", condotta da Mario Puliero, Direttore di Tele Arena.